Please install Flash® and turn on Javascript.
Elisabetta Bucciarelli - 11 e 12 Marzo 2011
Elisabetta Bucciarelli vive e lavora a Milano. Diplomata in Scrittura Drammaturgica al Piccolo Teatro di Milano ha scritto per il cinema, il teatro e la televisione. Ha pubblicato diversi saggi, tra cui Io sono quello che scrivo, (Calderini Editore) e Le professioni della scrittura, (Il Sole 24ore). Ha firmato cinque sceneggiature cinematografiche tra cui Amati Matti, menzione speciale della giuria alla 53a Biennale del Cinema di Venezia e collabora con la Rai.
Ha scritto i romanzi Happy Hour (Mursia), Dalla parte del torto (Mursia), Femmina de luxe (Perdisa Pop), e Io ti perdono, (Coloradonoir/Kowalski, Gruppo Feltrinelli Editore), menzione speciale della giuria al Premio Scerbanenco 2009, vincitore del Premio Franco Fedeli 2010, finalista al Premio del Noir Mediterraneo, al Premio Camaiore e al Premio Azzeccagarbugli 2010.
Ti voglio credere , (Coloradonoir/Kowalski), si è aggiudicato il prestigioso Premio Scerbanenco 2010, per il miglior romanzo noir edito in Italia.
Ha pubblicato moltissimi racconti apparsi su quotidiani italiani e stranieri e in antologie (Sperling, Mondadori, Piemme) ed è tradotta in Germania.
Ha collaborato per molti anni con diverse testate giornalistiche occupandosi di filosofie, arte, manie e si occupa di libri per la televisione culturale on line Booksweb TV. Ha ideato e tiene da più di dieci anni il laboratorio Esprimersi con la scrittura, scrivere per stare bene.
Ti voglio credere (Noir)
L'ispettore Maria Dolores Vergani è agli arresti domiciliari a Milano, indagata per omicidio volontario dopo aver accoltellato una donna nei boschi della Valle d'Aosta. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rinchiusa in casa, assediata da immacolati mazzi di fiori, è alla ricerca di una verità i cui confini sono incerti.
In Questura a Milano arriva la notizia del suicidio di una giovane dal ponte di viale Forlanini. Il poliziotto Achille Maria Funi decide di informare subito la Vergani, sentendosi irrimediabilmente legato a lei e alla sua perizia professionale. Mentre il caso appare sin dall'inizio un vero e proprio rompicapo, nel quartiere di San Siro vengono ritrovate tre croci maestose piantate nel terreno, un enigmatico Golgota scoperto nel giardino della villetta di una famiglia perbene.
A breve compaiono croci analoghe in altre città, una Via Crucis sinistra di cui una delle stazioni nasconde un cadavere. Ancora una giovane donna, martoriata nel corpo e nell'anima, vittima di un'idea irraggiungibile di perfezione, inflitta con un digiuno che aspira all'ascesi. Mentre Funi tenta di imbrigliare le sue intuizioni, Maria Dolores si avvita in una spirale di pensieri nella quale si confondono ricordi falsati e percezioni incerte, la Giustizia e la Verità. Non sempre facce della stessa medaglia. Prigioniera della più difficile delle indagini - la sua colpevolezza o la sua innocenza - la Vergani dovrà ripensare anche al proprio senso di giustizia.
Programma dell'evento:
- 11 Marzo, ore 21:30 - Letture in musica; Elisabetta Bucciarelli legge alcuni brani tratti dai suoi ultimi libri. Accompagnano l'autrice Marta Loddo e Savina Dolores Massa della compagnia teatrale Hanife Ana .
- 15 Gennaio, ore 17:00 - Te' letterario con i pasticcini, intervista e chiacchierata con Elisabetta Bucciarelli .
L'ingresso è libero.
Luogo: Sardegna Grand Hotel Terme , Fordongianus
Premio Scerbanenco 2010
Il vincitore dello Scerbanenco 2010 è Elisabetta Bucciarelli con Ti voglio credere . Un romanzo in cui credo (e non solo io, mi consta). Il premio Scerbanenco di quest'anno è il giusto riconoscimento di un'evoluzione letteraria profonda e significativa, dell'impegno unito al talento di una scrittrice dalla personalità forte, elegante e rigorosa.
Mi aspettavo questo risultato? No, anche se sotto sotto ci speravo. C'era un altro romanzo sul quale avrei puntato tanto quanto, favoritissimo per via dello straordinario (e meritato) successo che ha riscosso tra i lettori, me inclusa.
Ma mi sento di affermare che Elisabetta Bucciarelli ha un quid in più, non facilmente riconoscibile né spiegabile, e che Ti voglio credere è un romanzo complesso e sfaccettato, dalle mille sfumature, in cui ogni frase, ogni parola hanno un significato profondo.
Due, per tutte.
La prima è uno degli snodi cruciali del romanzo: la questione non è cosa siamo disposti a credere, ma quale sia la verità. Il punto non è arrivare a salvare se stessi e le proprie miserie, ma in nome di cosa stiamo vivendo la nostra esistenza. La seconda è, in assoluto, una delle frasi in cui mi riconosco di più. Una frase tanto crudele quanto vera: I miei bisogni sono talmente difficili da sanare che non arriva mai il turno dei desideri.
Su persone, e personaggi, così, io sono disposta a scommettere. L'assegnazione di questo premio mi lascia, per una volta, piacevolmente sorpresa per la concordanza di vedute.
Fonte: AngoloNero


Thermae Ypsitanae






