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Giulio Borrelli - Il Grande Giornalismo alle Terme - 14 e 15 Ottobre
Giulio Borrelli nasce ad Atessa, in provincia di Chieti, nel 1946. Dopo la laurea con lode in Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma, comincia a lavorare all'Unità nel 1970 nella cronaca di Roma, seguendo sia la nera sia la bianca istituzionale. Nel 1974 diventa capocronista succedendo ad Antonio Zollo. Nel 1976, alla vigilia delle elezioni amministrative che porteranno sullo scranno più alto del Campidoglio l'indipendente e storico dell'arte Giulio Carlo Argan, le pagine di cronaca di Roma vengono portate da 2 a 4. Giulio Borrelli si trova così a guidare una redazione di giovani che si misura ogni giorno con la concorrenza importante di quotidiani come Il Messaggero, Il Tempo, Paese Sera. Fanno parte di quella pattuglia tra gli altri Antonio Caprarica, Paolo Soldini, Roberto Roscani, Gregorio Botta, Guido Dell'Aquila, Piero Sansonetti, Stefano Bocconetti, Matilde Passa, Duccio Trombadori, Sergio Criscuoli.
Nel 1978 viene assunto in Rai, prima al Gazzettino di Roma, che poco dopo diventerà TG3 Lazio. Qui viene promosso capo-servizio. Nel 1981 passa la TG1. Nel massimo telegiornale italiano si occupa di cronaca italiana e di politica internazionale realizzando numerosi servizi ed interviste in esclusiva. Segue dall’attentato al Papa alla vicenda Gelli-P2; dalle stragi al “processo Moro”; dai delitti di mafia alla cattura di Toto’ Riina; dalla caduta del comunismo nei Paesi dell’est europeo alla crisi messicana. Nel 1983 vince il "Premio Senigallia" come cronista dell'anno.
Conduce per diversi anni il telegiornale della mezzasera al fianco di Enrico Mentana e Tiziana Ferrario, e poi l'edizione delle 13.30. Editorialista di Paese Sera alla fine degli anni Ottanta, ha collaborato con il Radiocorriere TV raccontando, fra l'altro, il rapporto tra gli Italiani e la televisione, che è stata una delle indagini più approfondite realizzate su questo tema. Ideatore ed anchor-man di trasmissioni e servizi di approfondimento sulle principali vicende italiane, nel 1994 diventa caporedattore del TG1 e dal 1995 al 1998 conduce l'edizone delle 20.00 dello stesso telegiornale (divertente l'episodio accaduto nel 1998 dove l'ospite Roberto Benigni lo fece salire insieme a lui, abbracciati, sulla scrivania di cristallo poco prima della sigla di chiusura). Nel 1996 vince il premio internazionale "La Madonnina" per il giornalismo televisivo.
Nel 1997 pubblica per Rai-ERI il libro Palcoscenico Italia, l'anno dopo diviene direttore del Tg1. Dirige l'ammiraglia Rai da giugno del 1998 a giugno del 2000. Lascia la direzione e diventa corrispondente e responsabile della sede Rai di New York nell'autunno del 2000. In qualità di corrispondente dal Nord America segue in diretta per la Rai la tragedia dell'undici settembre, le elezioni presidenziali statunitensi del 2000, del 2004 e del 2008, le guerre in Afghanistan e Iraq, compie viaggi in mezzo mondo, al seguito del Presidente americano George W. Bush, che tra l'altro intervista in esclusiva tre volte. Nel 2005 pubblica il libro "Uragano W., l'America in guerra". Racconta l'arrivo di Barak Obama alla Casa Bianca e la crisi finanziaria del 2007/2008. Nel 2010 pubblica "Le mani sul Tg1", in cui narra la sua vicenda professionale.
Le mani sul TG1
«Negli ultimi 15 anni sono stati nominati dieci direttori al TG1. Solo tre possono essere considerati professionisti interni all'azienda. Uno ha fatto la spola tra la Rai e Mediaset. Gli altri, ben sei, sono giornalisti appordati dall'esterno a dirigere la testata italiana più importante, con scarsa esperienza televisiva e nessuna pratica nel servizio pubblico. Qualcosa vorrà pur significare.»
Del "caso Tg1" parlano da mesi, a torto o a ragione, tutta la stampa nazionale e quella internazionale. Sui social network (Facebook, Twitter) si sta sviluppando una discussione, senza precedenti, sulla linea editoriale del più amato e odiato telegiornale italiano. Vi partecipano centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento. Nessuno ha raccontato finora la vera storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, per la prima volta, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova fondamentali elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. «Non c'era un bel mondo che fu... ma oggi - scrive Borrelli la corretta informazione sta andando verso una deriva... Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby...
Il servizio pubblico non è stato migliorato e neppure privatizzato. E diventato strumento di fazione, in nome e per conto di... Il presente scivola verso la militarizzazione e l'acchiappa-acchiappa». Il racconto - attraverso anche una testimonianza autobiografica - fornisce una spiegazione motivata e convincente dell'azione svolta, da metà degli anni Novanta ad oggi, da quelle che l'autore chiama "lobby politico-editorial-giornalistiche".
Le mani sul TG1 - da Vespa a Minzolini: l'ammiraglia Rai in guerra
di Giulio Borrelli
Maggio 2010, 208 pagine, ISBN: 978-88-6063-261-6, Coniglio Editore
Il Grande Giornalismo alle Terme
Con Giulio Borrelli si inaugura un nuovo "filone", dopo il Noir e la Letteratura Sarda, che porterà al Sardegna Grand Hotel Terme dei giornalisti che sono dei veri e propri "testimoni" del nostro tempo. Il giornalismo confina con la letteratura e la nostra rassegna vuole esplorare insieme al proprio pubblico anche questi mondi vicini che utilizzano la Parola come mezzo di espressione culturale, artistico e di informazione.
L'inaugurazione del nuovo filone è ulteriormente arricchita dalla partecipazione di Filippo Peretti, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Sardegna e responsabile del servizio di politica regionale della testata Nuova Sardegna dove lavora dal 1972. Filippo Peretti sarà l'intervistatore di Giulio Borrelli .

Thermae Ypsitanae






