Alghero - Fra coralli e vino

Alghero - Fra coralli e vino

Cinquanta sfumature di rosso

Lungo le rive del fiume Temo, l’unico corso d’acqua navigabile della Sardegna, sorge Bosa. Grazie alla sua posizione privilegiata, la cittadina fu dimora, un tempo, dei fenici e venne in seguito colonizzata dai romani.

La lavorazione del corallo, la tessitura, i ricami e il filet, l’intreccio di cesti in asfodelo sono gli elementi di spicco del florido artigianato locale.  Bosa è una delle mete ideali per gli appassionati di birdwatching, di snorkeling e di trekking grazie al mare con il suo parco marino e alla vallata circostante, la Planargia, famosa anche per la coltivazione e la produzione della Malvasia. Proprio sopra il paese si trova il castello di Malaspina, che conserva al suo interno la Chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, in cui è possibile ammirare dei pregevoli affreschi di scuola Catalana.

 



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Alla Malvasia è stato dedicato un itinerario che raccoglie tutti i paesi che producono questo prezioso nettare, fra i quali, Modolo, Magomadas, Suni e Flussio, con partenza da Bosa; qui si trova la cantina Vigne Silattari , un’azienda che si adagia sulle colline di origine calcarea invecchiate dall’erosione e dai venti di Nord-Ovest, fra il  Castello Malaspina e la costa. È la realtà vitivinicola di maggior tradizione del territorio.

Fra i vini di maggior pregio, il Domina Casta, una Malvasia di Bosa IGT Planargia , il Latitante, un rosso Isola dei Nuraghi IGT, senza dimenticare la Grappa, un distillato di vinacce di Malvasia, di cui ne conserva i profumi e le note aromatiche.

L’azienda Vigne Silattari si trova in Loc. Silattari a Bosa (punto B della mappa).

Attraverso un percorso che costeggia il mare ci si sposta da Bosa ad Alghero, conosciuta anche come capitale della Riviera del Corallo. Ancora oggi, dopo una dominazione durata diversi secoli, conserva intatte le tradizioni e la lingua della Catalogna, anche se le sue origini risalgono a tempi più antichi, come dimostrato dai complessi nuragici di Sant’Imbenia e Palmavera. Molto interessanti sono le domus de janas di Anghelu Ruiu e di Santu Pedru che presentano delle rocce rosso ocra che venivano utilizzate in epoca arcaica per i riti di sangue e rigenerazione.

Poco distante dal centro della città c’è l’area marina protetta di Capo Caccia in cui è possibile ammirare le famose Grotte di Nettuno.

I periodi più suggestivi per visitare la città sono il mese di dicembre, fino ai primi di gennaio, in occasione del  Cap d’Any de l’Alguer (il capodanno di Alghero), e quello della Settimana Santa, con i tiri molto suggestivi della tradizione spagnola.

Molto attraente è il Museo Etnografico Sella e Mosca , ospitato all’interno dell’omonima tenuta vinicola.

La tenuta Sella e Mosca è sicuramente la più importante e famosa dell’isola. Fondata nel 1903 non ha perso nulla dell’antico fascino. I vini, oggi come allora, invecchiano nella tradizionali botti di pregiato revere di Slovenia e in barriques di Allier, Nevers e Tronçais. Accanto alle cantine storiche si trova un complesso enologico  più recente e moderno inserito in un ambiente naturale incontaminato.

Per mantenere integra la biodiversità, i vigneti sono stati integrati con alberi di diverse essenze tipiche della macchia mediterranea fra cui oleandri, palme, pini marittimi ecc.. Tradizione e innovazione si integrano e si completano in perfetta armonia.

Tra i vini più rinomati di questa cantina spiccano l’Anghelu Ruju, un Cannonau invecchiato, e il Vermentino di Sardegna.

Tenute Sella e Mosca si trovano in Loc. IPiani ad Alghero (punto C della mappa).


Prima di tornare verso Fordongianus si può fare tappa a Usini, paese il cui settore trainante è l’agricoltura, favorita dalla sua posizione privilegiata fra i territori del Logudoro e della Nurra, una zona collinare ricca di oliveti, carciofaie e vigneti.

Le prime tracce di antropizzazione risalgono al Neolitico, come dimostrato da alcuni impianti funerari presenti nel territorio.

Meritano sicuramente un visita le chiese di San Giorgio e di Santa Croce, testimonianza della dominazione romanico-pisana.

Usini è molto famosa per la produzione di pane, tradizionalmente cotto nel forno a legna, e per la produzione di dolci come il germinos,  i biscottos tostos e la trabea, oltre che per la produzione di vino.

Una delle aziende del territorio è la Cantina Carpante , di recente fondazione, giovane e dinamica, ma che vanta, attraverso i soci, un’esperienza significativa in questo ambito. L’ambiente in cui viengono coltivate le uve ha un microclima ideale in virtù della matrice argillosa e calcarea del terreno e della perfetta esposizione soleggiata e ventilata che contribuisce a conferire ai vini di questa azienda profumi, struttura e carattere assolutamente unici.

Fra i vini più pregevoli del territorio ci sono il Cagnulari, un rosso Isola dei Nuraghi IGT, il Cannoanau di Sardegna DOC, il Longhena e il Frinas, tutti e due Vermentino di Sardegna DOC.

L’azienda agricola Carpante si trova in Via Garibaldi, 151 a Usini (punto D della mappa).