Lo zafferano di San Gavino Monreale

Lo zafferano di San Gavino Monreale

Un vero Fiore all'occhiello

San Gavino Monreale è una cittadina bagnata dal Rio Pardu che giace nel cuore del Medio Campidano, ai piedi del castello di Monreale. La struttura urbanistica del paese rispecchia quella tipica dei centri a cultura agricola, in cui gli edifici sono molto grandi, con ampi cortili e spaziosi ingressi ad arco.


Il centro storico conserva ancora delle abitazioni costruite in ladiri, dei mattoni di fango e paglia. Fin dalle origini l’economia del paese è sempre stata improntata all’attività agricola, soprattutto alla coltivazione di agrumi, olive e in particolare a quella dello zafferano, per le particolari condizioni climatiche e biologiche del posto che ne risulta, pertanto, il maggior produttore nazionale. All’oro rosso di San Gavino è anche dedicata una festa nel mese di novembre.
Il paese è famoso, inoltre, per aver dato i natali a Renato Capparoni, famoso calciatore italiano, passato alla storia per essere il primo portiere italiano ad aver parato un calcio di rigore di Diego Armando Maradona.

Fra le varie aziende del territorio, proprio sulla strada che collega San Gavino con Sanluri, tappa successiva dell’itinerario, si trova l’azienda Agricola S’Argidda.
Specializzata nella produzione di foraggi e seminativi, l’azienda produce anche frutta, legumi ed essenze aromatiche, fra le quali il pregiatissimo zafferano, che costituisce un vero e proprio fiore all’occhiello di quest’azienda, riconosciuto anche dal marchio dei presidi di Slow Food.
Lo Zafferano di San Gavino Monreale messo a coltura dall’azienda agricola S’Argidda è prodotto con metodo biologico e, dopo la raccolta, viene lasciato allo stato naturale in stimmi o pistilli, dei sottili fili rossi che si trovano all’interno del fiore stesso. Questa è l’unica prova  della purezza dello zafferano ed è per questo motivo che ne sono sufficienti piccolissime dosi rispetto alle quantità necessarie in cucina dello zafferano in polvere; basti pensare che un grammo di zafferano puro è sufficiente per condire 5 chili di riso.  
L’azienda S’Argidda si trova a San Gavino Monreale sulla SS 197 al km 17.500 in direzione Sanluri.

Da San Gavino Monreale ci si sposta verso Sanluri.
Grazie alla sua posizione, fra Campidano e Marmilla, questo centro abitato ha sempre rivestito un ruolo strategico per le comunicazioni e già dal 1300 era un centro fortificato a difesa del Giudicato di Arborea. I primi insediamenti risalgono all’era nuragica, ma il centro abitato attuale si è sviluppato in epoca medievale all’interno delle mura, per poi allargarsi nella tipica forma a ventaglio dalle mura stesse verso le più importanti vie di comunicazione esterne.
In paese meritano sicuramente una visita il Castello di Eleonora d’Arborea, eretto fra il XIII e gli inizi del XIV sec., unico castello medievale agibile della Sardegna e al cui interno è presente il Museo Risorgimentale Duca d’Aosta; la Chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie del XIV sec e altre chiese come quella di San Pietro, San Martino e San Lorenzo.

Fra le varie prelibatezze gastronomiche del territorio riveste un posto d’onore il famoso pane civraxiu. Tipico della zona del Medio Campidano è prodotto con farina di semola di grano duro mediante un processo di lievitazione naturale, che gli conferisce una morbidezza assai duratura; per questo viene anche chiamato pan’a cira, che significa pane della settimana. Le sue origini sono riscontrabili in una leggenda, secondo la quale circa 2200 anni fa un soldato romano di nome Ciro, ferito a una gamba, venne curato a Sanluri da una vedova e dal figlio di nome Vargiu. Per ricambiare la cortesia, Ciro che sapeva fare il pane, costruì loro un forno in fango e pietre e con la semola del grano duro di Sanluri preparò un grosso pane profumato che prende il nome civraxiu a dimostrazione dell’amicizia che era nata fra Ciro e Vargiu.
Il pane Civraxiu si può trovare in tutte le panetterie del paes,e come da Caboni e Pillosu, in via Carlofelice 285, oppure da Enosanluri Vinoteca Panetteria in via Muraglia 77.

L’itinerario prosegue verso Iglesias, cittadina che sorge ai piedi del monte Marganai, famoso per le sue miniere, riconosciute anche dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. In paese è possibile visitare il Museo dell’Arte Mineraria e quello delle Macchine da miniera.
La cittadine è famosa anche le sue innumerevoli chiese: la Cattedrale di Santa Chiara del XIII secolo, la chiesa della Madonna delle Grazie e di San Francesco con il convento annesso, che risale al XVI secolo sono solo alcuni esempi dell’architettura ecclesiastica locale.
Nel territorio circostante al centro abitato, scandito valli solitarie e ricco di grotte e montagne che degradano verso il mare, vengono coltivati vitigni molto rinomati, come le varietà Isola dei nuraghi e Carignano.

Da un’antica tradizione di viticoltori iglesienti nasce l’azienda agricola Aru, che, dalla fine dell’ ‘800 a oggi, persegue nella coltivazione della vite, adattando la tradizione alle nuove tecniche  in continua evoluzione, per ottenere uve di gran pregio da trasformare in vini di antica memoria, grazie al processo di lavorazione in campo e in cantina, curando nei minimi particolari tutti i particolari di lavorazione, dalla selezione dei grappoli a una determinata temperatura alla spremitura soffice fino alla fermentazione controllata. Una delle migliori etichette della cantina è il Sigerro, un vino rosso a Indicazione Geografica Protetta, prodotto con uve Merlot e Carignano, dal colore rosso granato e il profumo persistente e intenso.